Quella nella foto è Dresda dopo il bombardamento della notte dal 13 al 14 febbraio 1945. Due settimane dopo la liberazione di Auschwitz da parte dell’esercito sovietico e due giorni dopo la fine della Conferenza di Yalta
Dresda venne bombardata da 800 aerei britannici, con il contributo di 1.250 aerei USA. Gli statunitensi, come di abitudine, si concentrarono sulle infrastrutture: ferrovie, stazioni, ponti, industrie, caserme, ...
I britannici avevano l'abitudine di bombardare a tappeto le città. E così fecero.
400 bombardieri distrussero la città usando anche bombe incendiarie, mentre le persone erano nei rifugi. Nelle cantine ...
2 ore dopo, altri 400 bombardieri colpirono di nuovo. Sempre con bombe incendiarie. Mentre soccorritori e cittadini erano per le strade.
Recentemente abbiamo visto cose simili …
Non stupiamoci, perché la guerra è questa merda qui.
In questi ultimi decenni il bombardamento di Dresda è stato abbellito. Il numero dei morti è diminuito, le peggiori atrocità sono scomparse.
Oggi diventa chiaro che si abbelliscono le atrocità della guerra, perché ce la vogliono far accettare nuovamente
Il numero di morti a Dresda fu probabilmente simile al totale dei morti per bombardamenti sulle città britanniche nella seconda guerra mondiale.
L'insegnamento ricevuto dalla mia famiglia è stato sostanzialmente uno: "Carlo, vedi, questa è la guerra! si comincia dichiarando grandi ideali e poi gli orrori generano altri orrori. Gli inglesi? Cosa vuoi, loro avevano subito per primi".
In un mondo senza tromboni, sarebbe inutile ricordare che l'unica guerra giusta è quella che non si fa.
Quest'anno vi regalo nuovamente un pezzetto del diario di mia madre, che può aiutare più di mille riflessioni:
"Il 13 febbraio era Carnevale ed era la vigilia del compleanno della nonna, migliaia di rifugiati si trovavano a Dresda, per lo più slesiani, tanto che quel giorno la nostra città ospitava circa 1 milione di persone.
L’allarme è dalle 21:45. Sono molto stanca e Ugo mi dice: "Sdraiati tranquilla, anche questa volta non è niente!" Appena vado a letto arriva la notizia che il culmine della tempesta di bombardieri ha raggiunto la zona della città. Le formazioni si erano improvvisamente trasformate in modo che gli ultimi aerei diventassero i primi".
E ora alcuni appunti dall'agendina di Ugo:"Ore 22:00: Attacchi violenti sulla città; attacco terroristico. Elio e Franco sono appena avvolti nelle coperte. Per x volte le esplosioni delle bombe si avvicinano a noi, ma ci saltano.Dopo l'attacco, il cielo è rosso e pieno di fumo e scintille. I fuochi divampano intorno a noi.È stata colpita la casa della signorina Marquardt. Aiuto lì e nella Baumstrasse.Verso le 24 il secondo attacco. Sono esausto e non potrei fare nulla in caso di emergenza! Ed è anche peggio di prima! I bambini sono calmi e lo siamo anche noi, dopo un breve riposo"
"Il 14 mattina Elio recita la poesia per il compleanno della nonna. E’ il mercoledì delle Ceneri e c’è di nuovo un attacco. La luce se ne va.
(Gas e acqua non erano più disponibili dal primo attacco. L'ultima cosa che abbiamo provato a preparare a gas è stata la torta di compleanno della nonna, non siamo riusciti nemmeno a finirla di cuocerla perché il gas si è spento molto presto)"
"Nuovo attacco il 15: bombardieri nelle vicinanze: la strada forestale è già stata colpita. Siamo in cima alla strada nel momento del pericolo. Scendiamo velocemente. Nessuna sirena, gran casino; dormiamo nel seminterrato; Quasi tutte le persone della nostra casa se ne vanno (siamo nella zona tra Bautznerstrasse e Jägerstrasse: dal Bischofsweg alla Prießnitz). Restano solo gli Schmidts ed i Kretzschmer."
"Io stessa non dimenticherò mai il momento in cui mi trovavo davanti alla porta della casa con Franco nella carrozzina ed Elio che mi teneva la mano, mentre Ugo era andato nel seminterrato a portare degli scatoloni. All’improvviso degli aerei scendevano in picchiata e sganciavano una bomba esplosiva molto vicino a noi! Le finestre della cucina e soprattutto della camera dei bambini erano ancora intatte e per il momento questa è stata una benedizione per noi"Carlo

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