Ieri 13 giugno 2023 5 morti sul lavoro - le notizie

 

Come avviene periodicamente anche ieri e oggi mezzi di informazione ci travolgono con la notizia di
una tragica sequenza di morti sul lavoro.

In realtà siamo di fronte ad una doppia tragedia: quella dei morti e quella dell'informazione.
La prima sono i morti  che questa volta sono 5; qualcuno dice 6 ma non individuo questo ulteriore caso.
La seconda è la  tragedia dell'informazione, che è data da un mix di attenzione solo quando il fatto "fa notizia" (i morti sono tanti), da approssimazione e scarsa riflessione e dalla ossessiva ripetizione di luoghi comuni.  
Possibile che nessuno faccia mai un approfondimento? Che nessuno si chieda, almeno quando glielo si segnala, se le cose scritte abbiano un fondamento?

Proviamo a fare qualche riflessione...   I media ci dicono:

"Nelle ultime 24 ore, in Italia, 5 persone sono decedute. Secondo i dati INAIL, le morti denunciate sul lavoro nei primi 4 mesi del 2023 sono state 264, 3 in più rispetto allo stesso periodo del 2022."
3 in più o 3 in meno, non significa nulla. Ma scusate, se sono 264  morti in 4 mesi, a spanne in 12 mesi abbiamo un po' meno di 800 morti. E dato gli stessi media dicono (giustamente) che i morti sono 1.400 all'anno, come facciamo a conciliare i dati?

Il problema è che i dati INAIL  sono solo una fonte, quella di riferimento, ma che ragionevolmente non descrive tutto in corso d'anno. Molto probabilmente mancano i  morti da lavoro su strada. I morti "in itinere" ed in morti "da incidente stradale mentre si lavora".  Che sono circa la metà dei morti sul lavoro. E  non sono "meno morti sul lavoro degli altri"
Per intenderci, nella prima decade degli anni duemila, i morti da incidente stradale si sono dimezzati, mentre il sottogruppo dei morti da lavoro "su strada" sono rimasti invariati.
Quindi in proporzione sono raddoppiati. Perché? sicuramente ci sono più fattori, ma sicuramente un fattore determinante è il progressivo aumento dei km che si percorrono per lavorare.
il "Lavoro a Km zero" non è solo ecologico. Non migliora solo la qualità della vita (più tempo libero, meno spese, relazioni più forti", ma produce anche meno morti.

Poi proviamo a vedere i casi.

"Padre e figlio, Giovanni e Filippo Colapinto, sono morti nella serata di ieri a Gioia del Colle, in provincia di Bari, dopo essere caduti in una cisterna di vino, a causa delle esalazioni. Secondo le ricostruzioni, il padre sarebbe caduto nel tentativo di salvare il figlio, scivolato mentre eseguiva le operazioni di pulizia."
E' una dinamica ahimè ben nota. Personalmente ritengo che la cosa più significativa che fece Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica, fu il costante insistente richiamo  ai morti sul lavoro, in particolare all'epidemia di 23 morti in ambienti confinati (cisterne, vasche e simili). L'epidemia cessò, e in parte il risultato si ottenne proprio per questo costante attenzione istituzionale al tema

"Un operaio è stato investito da un mezzo pesante nella tratta Desenzano del Garda — Brescia dell’autostrada A4 Brescia-Venezia."
Anche in questo caso è una dinamica ben conosciuta. In linea generale vediamo notevoli misure di sicurezza in prossimità dei cantieri autostradali.
La notizia non è:"un operaio è stato investito". 
La notizia è: "dov'era l'operaio? cosa stava facendo? Quali misure di sicurezza erano in atto nel cantiere? Era una dinamica prevedibile? E così via....

"A Misterbianco, in provincia di Catania, alle 11 di mattina un operaio di 56 anni è morto in un cantiere edile. Sarebbe caduto da un ponteggio...."
La notizia non è:"un operaio è caduto dal ponteggio". 
La notizia è: "Che lavori si stavano facendo? Cosa stava facendo l'operaio? Il ponteggio era realizzato correttamente?" Ed altro ancora ...

"Un 38enne è deceduto oggi a Capua, in provincia di Caserta, dopo essere caduto 4 giorni fa dal tetto di un capannone".
La notizia non è: "un operaio è caduto dal tetto di un capannone". 
La notizia è: "Erano in atto dei lavori? Cosa stava facendo l'operaio? E' caduto dal tetto o ha ceduto una superficie  non calpestabile?" E via dicendo...

Insomma, informare sui morti sul lavoro non  può consistere nel citare un fatto in modo generico. Occorre seguire la notizia. 
Oggi l'informazione non lo fa più in nessun campo, direte voi.
Non è vero. Per il calcio lo fa; che siano partite o calciomercato.
Si tratta di volerlo fare, di crederci. E non credo che così non si richiamino lettori.

E seguire le notizie porterebbe a più prevenzione.
Poi ci sono i luoghi comuni e le "soluzioni":
"Nessuno fa niente!"
"Servono più controlli"
"Bisogna controllare tutte le aziende"
"Serve personale per gli ispettorati del lavoro"
"Sono gli operai che non prestano attenzione alla sicurezza"

Ma questo è il post di domani
Carlo

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