Vaccinazione Covid19: Quanti danni ha fatto il Bullo di Rignano

Ovvero, quando serve di più usare la testa che non mostrare i muscoli

In molte sedi si sta (ri)accendendo il dibattito sul obbligo vaccinale per la Covid19.
In Italia abbiamo una vivace “attenzione” sul tema dell’obbligo vaccinale da metà del 2017, quando un ex leader politico sperò che 
cavalcare una polemica sull'obbligo vaccinale, aiutasse a salvare i risultati elettorali delle elezioni che si sarebbero tenute nel 2018, .
Questa campagna, partendo da una cosa vera (il calo dei tassi di copertura vaccinale) invece che affrontare le cause del fenomeno, ha provato ad attribuire a controparti politiche delle responsabilità. Ed ha prodotto, come avviene in questi casi, lo schieramento su fronti contrapposti di minoranze rumorose che egemonizzano il dibattito. Nel migliore stile berlusconiano.
Come sia andata a finire nel 2018, lo sappiamo. 
Ma oggi dobbiamo affrontare l’epidemia di Covid19, che, temo, costituisca un problema più serio di quanto comunemente si ritenga.

Allora proviamo ad entrare nel merito; oggi i problemi reali sono:

  • garantire l’approvvigionamento di vaccini per la Covid19;
  • organizzare e gestire una campagna vaccinale condotta sulla base di criteri di priorità.

Mentre per la prima cosa, con ogni probabilità si riuscirà a conseguire i risultati desiderati, per la campagna vaccinale si sta (anche) parlando di una App per far prenotare la vaccinazione dai cittadini.
Si sarebbe invece dovuto (non mi risulta che sia stato fatto a livello generale) utilizzare l’autunno per verificare e aggiornare le anagrafi dei residenti delle ASL per permettere di contattare tutti via telefono o e-mail. In modo da poter effettuare una convocazione attiva delle persone.

Per quanto riguarda i vaccini anti-covid19 la scienza oggi documenta una buona capacità protettiva per i soggetti vaccinati. Mentre la scienza non può ancora dare risposte sull'efficacia nel contenere la trasmissione tra individui. Probabilmente sarà così, ma dopo 9 mesi di epidemia dovremmo avere imparato che i tempi della scienza sono più lunghi di quelli dei media.

Dovremmo anche prendere atto che la scienza non si occupa solo di vaccini (produzione, efficacia, ecc.) ma anche di come garantire le coperture vaccinali. Non esistono ricette fisse, ma si può fare riferimento a molteplici criteri (caratteristiche demografiche della popolazione, cultura, “climi sociali” , caratteristiche della malattia, caratteristiche dei vaccini, …).
In questo senso il Ministro Speranza è da apprezzare per il “coraggio” di scegliere la via della vaccinazione volontaria, basata sul convincimento. Riservandosi in caso di effettiva necessità, l’adozione di misure più stringenti.

E’ necessario che la politica si occupi del contenimento e della prevenzione della Covid19. E più in generale è necessario che la Politica si occupi di prevenzione. Ma occorre che le azioni e le scelte della politica facciano riferimento alla realtà ed alle cause di quanto succede.
Il calo dei tassi di copertura vaccinale è un fenomeno manifestatosi oramai da parecchi anni. I cosiddetti “no-vax” sono una minoranza rumorosa, ma sparuta e non costituiscono ragionevolmente una causa apprezzabile di riduzione delle vaccinazioni. 
La crisi economica del 2008 ha aggravato l'indebolimento dei Servizi pubblici di prevenzione (Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL), avendo accentuato la carenza di risorse. Ma la marginalizzazione culturale della prevenzione, le carenze di formazione e di motivazione del personale persistono da più tempo e sono tra le concause della crisi dei Servizi di prevenzione. Se si vuole realmente risolvere i problemi che si riscontrano in ambito vaccinale, è su questo versante che si deve agire. E si otterranno benefici in molti campi, non solo su quello, importante ma limitato, delle vaccinazioni.
Ma ovviamente i risultati non possono essere immediati.

Per quanto riguarda la Covid19 una campagna informativa ben condotta che informi serenamente sulla malattia, sui benefici da vaccinazione e sui rischi aiuterà a raggiungere tassi di copertura molto alti. La reticenza a parlare degli effetti collaterali (che sostanzialmente esistono per ogni farmaco, vaccino o terapia) è un fattore notoriamente negativo, che vanifica gran parte degli sforzi che si fanno per promuovere la vaccinazione.
Il rapporto rischi - benefici guida l’adozione di terapie, vaccini, ecc. e non è assolutamente un fattore che “spaventa“ le persone. Anche perché (anche per i vaccini anti-Covid19 parrebbe così) il rapporto è marcatamente sbilanciato a favore del vaccino.
Potrei dilungarmi, ma rischierei di annoiare di più.
 
L'importante è avere chiaro che chiedere l’obbligo vaccinale in questa fase non risponde ad obiettivi di copertura vaccinale. E con ogni probabilità tra pochi mesi sarà superfluo. 
Ed anche i passaporti” per i vaccinati, che sembrano un'idea razionale ed affascinante, al momento sono un'ipotesi priva di basi solide per essere applicata. E con ogni probabilità nel prossimo futuro risulterà superflua.

Insomma organizziamo e gestiamo una campagna vaccinale razionale, facciamo una campagna informativa seria. E si andrà ben oltre li 70% di vaccinati a cui fanno riferimento molti esperti. Chi invece non può fare a meno della rissa politica, per una volta potebeb trovare altro tema su cui sfogarsi
Carlo 

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